L’Unione Europea si mostra compatta e determinata di fronte alle nuove tariffe imposte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, definendole un attacco al commercio equo che danneggerà entrambe le sponde dell’Atlantico.
La risposta europea: unità e determinazione
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è attesa a una dichiarazione ufficiale nelle prime ore del 3 aprile da Samarcanda, Uzbekistan, per delineare la posizione ufficiale dell’UE in merito. Già il presidente del Partito Popolare Europeo (PPE), Manfred Weber, ha espresso un netto dissenso tramite un post su X, affermando: “Per i nostri amici americani, oggi non è il giorno della liberazione, è il giorno del risentimento. I dazi di Donald Trump non difendono il commercio equo, lo attaccano per paura e danneggiano entrambe le sponde dell’Atlantico. L’Europa è unita, pronta a difendere i propri interessi e aperta a colloqui equi e fermi”.
Contromisure mirate: Big Tech e appalti pubblici
La Delegazione per le Relazioni con gli Stati Uniti dell’Europarlamento ha evidenziato la necessità di azioni più incisive, che vadano oltre i beni per colpire anche i servizi e i settori strategici come le grandi aziende tecnologiche e il comparto finanziario. Brando Benifei, presidente della Delegazione, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di contromisure più ampie che colpiscano nei punti più sensibili, non solo sui beni, ma anche sui servizi a partire dalle grandi aziende tecnologiche e dal settore finanziario. Inoltre, dovremo valutare possibili risposte sui diritti di proprietà intellettuale e sull’esclusione delle imprese statunitensi dagli appalti pubblici dell’Ue”.
Superare la logica protezionistica
Benifei ha inoltre sottolineato l’importanza di superare la logica protezionistica imposta dall’ex presidente americano, promuovendo un approccio innovativo per attrarre investimenti e talenti in Europa. La sua dichiarazione evidenzia la volontà dell’UE di diventare un “mercato unico stabile e sostenibile”, invitando a incentivi per le aziende e i cittadini statunitensi a trasferirsi e creare valore nel continente. Si auspica inoltre una coesione politica interna per rispondere efficacemente a queste sfide commerciali.
Posizioni trasversali contro i dazi
Anche altre forze politiche europee hanno espresso forte critica. I Socialisti e Democratici UE (S&d) hanno definito i dazi “sconsiderati” e un segnale della “caduta” di Trump, sostenendo che danneggiano sia l’Europa che i consumatori americani, e hanno promesso una risposta “forte e unità”. Il gruppo Renew Europe ha condannato “fermamente” le tariffe arbitrarie, considerandole una “pericolosa escalation” che minaccia di destabilizzare l’economia globale e indebolire le regole internazionali.
Preoccupazione per il settore agricolo
La Copa-Cogeca, confederazione delle imprese agricole europee, ha espresso preoccupazione per le ripercussioni dei dazi sui flussi commerciali, l’aumento dei prezzi dei prodotti internazionali, il calo dei consumi e le difficoltà di approvvigionamento per il settore agricolo. La comunità agricola ha quindi esortato entrambe le amministrazioni a esaurire i canali diplomatici prima di adottare misure commerciali.
Conclusioni: una trade war che incombe
Le recenti dichiarazioni segnano un’escalation nelle tensioni commerciali transatlantiche, con l’Europa che si dichiara pronta a difendere i propri interessi attraverso una risposta unitaria e potenzialmente mirata su settori chiave dell’economia statunitense.