Le Borse europee hanno registrato un forte calo in seguito all’annuncio da parte dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di voler imporre dazi del 50% su tutti i prodotti importati dall’Unione Europea, a partire dal 1° giugno 2025. Questa misura, motivata da Trump con un presunto trattamento commerciale “inaccettabile” ai danni delle imprese americane, ha scatenato una reazione compatta da parte dell’Unione Europea.

L’UE dichiara guerra commerciale: “Europa unita e pronta a difendersi”

La risposta dell’Unione Europea non si è fatta attendere. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha definito i dazi di Trump come un attacco al commercio equo e un danno per entrambe le sponde dell’Atlantico. “L’Europa è unita, pronta a difendere i propri interessi e aperta a colloqui equi e fermi”, ha affermato, sottolineando come le decisioni dell’amministrazione Trump segnino l’inizio di una fase di “risentimento” piuttosto che “liberazione”, acuendo le tensioni commerciali globali.

Manfred Weber (PPE): “Danni per entrambe le sponde dell’Atlantico”

Il Presidente del Partito Popolare Europeo (PPE), Manfred Weber, ha espresso la sua netta contrarietà, scrivendo su X che i dazi di Trump “non difendono il commercio equo, lo attaccano per paura e danneggiano entrambe le sponde dell’Atlantico”. Ha inoltre definito le dichiarazioni di Trump come un “giorno dell’inflazione, non della liberazione”, mettendo in guardia contro le conseguenze negative per imprese e consumatori americani.

Brando Benifei (Europarlamento): “Contromisure mirate e più ampie”

La Delegazione per le Relazioni con gli Stati Uniti dell’Europarlamento, attraverso le parole del suo presidente Brando Benifei, ha evidenziato la necessità di adottare misure più incisive. “Abbiamo bisogno di contromisure più ampie che colpiscano nei punti più sensibili, non solo sui beni, ma anche sui servizi a partire dalle grandi aziende tecnologiche e dal settore finanziario”, ha dichiarato Benifei, suggerendo anche possibili risposte sulla proprietà intellettuale e sull’esclusione delle imprese statunitensi dagli appalti pubblici dell’UE. Benifei ha inoltre sottolineato l’importanza per l’Europa di superare la “logica imposta da Trump” e di attrarre investimenti e talenti con un approccio innovativo.

Reazioni politiche e impatti economici

Le dichiarazioni di Trump hanno generato preoccupazione anche tra gli agricoltori europei, con il Copa-Cogeca che avverte di “rischi su forniture e aumento dei costi”. Le associazioni di categoria italiane temono ricadute per circa 35 miliardi di euro all’anno, con il rischio di perdere fino a 180.000 posti di lavoro. Alcune fonti UE indicano che le contromisure europee potrebbero ammontare a circa 91 miliardi di euro. I gruppi politici europei come i Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe hanno fermamente condannato l’iniziativa di Trump, definendola “sconsiderata” e una “pericolosa escalation delle tensioni globali”.

Possibili scenari futuri

Di fronte a questa escalation, si prevede una forte reazione unitaria da parte dell’Unione Europea, con la valutazione di diverse opzioni per tutelare i propri interessi economici e commerciali. La situazione diplomatica rimane tesa, con richieste di pragmatismo da Berlino e di equità o ritorsione da Parigi. L’Europa si prepara a una potenziale guerra commerciale, cercando al contempo vie diplomatiche per evitare un’ulteriore escalation dello scontro. È attesa una dichiarazione ufficiale da parte della Commissione Europea per delineare la strategia comunitaria.